In Cina l'incenso è un elemento così presente nella vita religiosa da essere diventato quasi sinonimo del culto stesso. Nei cortili dei templi grandi bracieri di bronzo raccolgono migliaia di bastoncini accesi, sugli altari domestici il fumo sale davanti alle tavolette degli antenati, e nella lingua l'incenso compare in espressioni che parlano di famiglia, di continuità e perfino di tempo.
La parola xiang
Il carattere cinese xiang significa «profumato» e, per estensione, «incenso». La stessa parola indica dunque la qualità del profumo e l'oggetto che la produce. Bruciare incenso si dice shāo xiāng, e l'espressione è usata comunemente per indicare l'atto di andare al tempio a pregare.
I bruciatori a forma di montagna
Uno degli oggetti più affascinanti della storia dell'incenso cinese è il boshanlu, il «bruciatore della montagna Bo». Comparso durante la dinastia Han, ha la forma di una montagna stilizzata, con picchi sovrapposti, animali, alberi e talvolta piccole figure umane. Dalle aperture nascoste tra le rocce il fumo usciva lentamente, avvolgendo i picchi come nuvole.
Questi bruciatori sono spesso collegati alle montagne degli immortali della tradizione taoista, come l'isola-montagna di Penglai. Un esemplare celebre, in bronzo dorato e intarsiato, è stato ritrovato nella tomba del principe Liu Sheng a Mancheng. L'oggetto trasforma il fumo in paesaggio: guardarlo significava contemplare un mondo di immortali avvolto nella nebbia.
Il culto degli antenati e lo xianghuo
Nella religiosità cinese l'incenso è legato in modo particolare al culto degli antenati. Davanti alle tavolette che ne portano i nomi si bruciano bastoncini, si offrono cibo e bevande, si compiono inchini. L'espressione xiānghuǒ, «incenso e fuoco», indica la continuità di queste offerte, e per estensione la continuità della discendenza familiare: avere qualcuno che mantenga «l'incenso e il fuoco» significa avere eredi che ricorderanno gli antenati.
La stessa espressione si usa per i templi: un tempio dal «fiorente xianghuo» è un tempio frequentato, vivo, sostenuto da molti fedeli.
Nei templi
Nei templi buddhisti e taoisti cinesi il gesto più comune è offrire bastoncini d'incenso, spesso in numero di tre, tenendoli tra le mani giunte e inchinandosi prima di piantarli nella sabbia o nella cenere del grande braciere. Il numero tre viene interpretato in modi diversi secondo le tradizioni: per i buddhisti può richiamare il Buddha, il Dharma e il Sangha; in altri contesti il cielo, la terra e l'uomo.
| Elemento | Funzione rituale |
|---|---|
| Grande braciere nel cortile | Raccoglie le offerte di tutti i fedeli |
| Bastoncini | Offerta personale, accompagnata da inchini |
| Spirali appese | Offerte di lunga durata, che bruciano per giorni |
| Altare domestico | Culto quotidiano degli antenati e delle divinità |
Misurare il tempo con l'incenso
Un uso particolarmente ingegnoso dell'incenso in Cina è quello degli orologi d'incenso. Poiché una traccia di polvere d'incenso brucia a velocità relativamente costante, la si poteva usare per misurare il passare del tempo. In alcuni strumenti la polvere veniva disposta secondo un disegno preciso, spesso un labirinto o un motivo a sigillo, all'interno di un recipiente: la brace avanzava lungo il tracciato, e la posizione raggiunta indicava quanto tempo era trascorso.
Questi oggetti, in uso soprattutto dall'epoca Song, venivano adoperati anche nei monasteri per scandire i periodi di meditazione. Il tempo, letteralmente, diventava profumo.
Il porto profumato
Il nome di Hong Kong si scrive con i caratteri che significano «porto profumato». Una delle spiegazioni più diffuse lo collega al commercio dell'incenso: dalla zona partivano carichi di legni aromatici prodotti nella regione circostante. Qualunque sia l'origine esatta, il nome conserva il ricordo di un legame antico tra quel tratto di costa e il commercio dei profumi.
Una lettura simbolica
L'incenso cinese tiene insieme tre dimensioni che spesso consideriamo separate: il sacro, la famiglia e il tempo. Il fumo sale verso gli dei, ricorda gli antenati, misura le ore. È un'immagine della continuità: ciò che brucia lentamente, giorno dopo giorno, mantiene viva una relazione.
In sintesi
- In cinese xiang significa sia «profumato» sia «incenso».
- I bruciatori boshanlu della dinastia Han raffigurano montagne degli immortali avvolte nel fumo.
- L'espressione xianghuo, «incenso e fuoco», indica la continuità del culto e della famiglia.
- Gli orologi d'incenso misuravano il tempo con tracce di polvere che bruciavano lentamente.
- Il nome di Hong Kong, «porto profumato», è spesso collegato al commercio dei legni aromatici.