Sulle pareti di uno dei templi più eleganti dell'antico Egitto è raccontata, per immagini e parole, una storia che riguarda direttamente gli incensi: la spedizione inviata dalla regina Hatshepsut nella lontana terra di Punt. Non si tratta di un mito, ma di un evento storico illustrato con straordinaria cura, che ci permette di capire quanto gli aromi fossero importanti per il culto egizio.
Hatshepsut, una regina faraone
Hatshepsut regnò sull'Egitto durante la XVIII dinastia, nel XV secolo a.C. Figlia di un faraone e sposa di un altro, governò dapprima come reggente per il giovane Thutmose III e poi assunse pienamente i titoli e le insegne del sovrano. Il suo regno è ricordato per l'intensa attività edilizia e per una relativa stabilità.
La sua opera più celebre è il tempio funerario di Deir el-Bahari, sulla riva occidentale di Tebe, costruito su terrazze ai piedi di una parete rocciosa. Gli Egizi lo chiamavano Djeser-djeseru, espressione che si traduce come «il sacro dei sacri».
La terra di Punt
Punt era per gli Egizi una terra lontana, raggiungibile per mare, da cui provenivano beni preziosi: resine aromatiche, ebano, avorio, oro, pelli di animali esotici. La sua posizione esatta è ancora discussa dagli studiosi; le ipotesi più diffuse la collocano lungo le coste meridionali del Mar Rosso o del Corno d'Africa.
Nei testi egizi Punt è spesso associata agli dei e chiamata «terra del dio». Era un luogo reale, ma avvolto da un'aura sacra proprio perché da lì venivano le sostanze destinate ai templi.
I rilievi di Deir el-Bahari
Nel portico di una delle terrazze del tempio, i rilievi raccontano la spedizione passo dopo passo:
- La partenza: navi a vela e remi lasciano l'Egitto, cariche di doni da scambiare.
- L'arrivo: gli Egizi sbarcano a Punt, dove le abitazioni sono raffigurate su palafitte, tra palme e alberi.
- L'incontro: il capo di Punt e sua moglie accolgono i visitatori; la figura della sposa, rappresentata con una corporatura molto robusta, è tra le immagini più note del tempio.
- Il carico: sulle navi vengono caricati sacchi di resina, legni pregiati, animali e soprattutto alberi interi con le radici avvolte in ceste.
- Il ritorno: le merci vengono offerte al dio Amon e misurate davanti alla regina.
Il dettaglio degli alberi trasportati vivi è straordinario. L'intento era evidentemente quello di trapiantarli in Egitto, per avere vicino al tempio una fonte diretta delle resine sacre.
Le parole dell'incenso
Gli Egizi avevano diversi termini per le resine aromatiche. Due sono particolarmente importanti:
| Termine egizio | Significato generale |
|---|---|
| antyw | Resina aromatica, spesso intesa come mirra |
| senetjer | Incenso, termine che gli studiosi collegano all'idea del rendere divino |
Il secondo termine è spesso interpretato come «ciò che rende divino». Se questa lettura è corretta, il nome stesso dell'incenso dichiarava la sua funzione: trasformare lo spazio, gli oggetti e le persone, rendendoli adatti alla presenza del dio.
Perché tanta fatica
Una spedizione per mare verso terre lontane era un'impresa costosa e rischiosa. Che una regina scegliesse di farne uno dei temi principali del proprio tempio dice molto sul valore religioso degli aromi. Nel culto egizio quotidiano la statua del dio veniva svegliata, purificata, vestita e nutrita, e l'incenso accompagnava ogni fase. Senza resine il culto non poteva essere celebrato secondo le regole.
La spedizione a Punt era dunque anche un atto di pietà: procurare al dio ciò di cui aveva bisogno, e mostrare che il sovrano adempiva al proprio compito di mediatore tra cielo e terra.
Una lettura simbolica
La storia degli alberi portati da Punt offre un'immagine suggestiva. Il sacro non viene soltanto acquistato o importato: viene trapiantato, radicato in un nuovo terreno, fatto crescere vicino al tempio. Per chi percorre una via interiore, è un'immagine del lavoro necessario per trasformare ciò che si riceve da lontano, da un maestro, da un testo, da una tradizione, in qualcosa che mette radici nella propria vita.
In sintesi
- Hatshepsut, regina faraone della XVIII dinastia, inviò una spedizione nella terra di Punt.
- I rilievi del tempio di Deir el-Bahari ne raccontano partenza, incontro, carico e ritorno.
- Gli Egizi riportarono resine e interi alberi con le radici, destinati a essere trapiantati.
- Il termine egizio senetjer per l'incenso è spesso collegato all'idea del rendere divino.
- La spedizione mostra quanto gli aromi fossero indispensabili al culto quotidiano.