In Giappone esistono tre arti tradizionali della raffinatezza: la via del tè, la via dei fiori e la via dell'incenso, il kōdō. Delle tre, quest'ultima è la meno conosciuta in Occidente, eppure è forse la più sottile. Nel kōdō l'incenso non si annusa: si «ascolta». L'espressione giapponese monkō, ascoltare l'incenso, dice già molto dello spirito di questa disciplina.
L'arrivo dell'incenso in Giappone
L'incenso giunse in Giappone insieme al buddhismo, nel VI secolo, attraverso la Corea e la Cina. Le cronache antiche contengono un episodio celebre: il Nihon shoki racconta che nel terzo anno del regno dell'imperatrice Suiko un grosso pezzo di legno approdò sulle coste dell'isola di Awaji. Gli abitanti, ignari, lo bruciarono insieme alla legna, ma il profumo che si sprigionò era così straordinario che il legno venne portato alla corte.
Quel legno era quasi certamente legno di agar, il jinkō, il materiale che sarebbe diventato il cuore del kōdō.
La corte Heian e i profumi composti
Nel periodo Heian, tra il IX e il XII secolo, l'aristocrazia di corte sviluppò un'intensa cultura del profumo. Uomini e donne preparavano miscele personali chiamate takimono, unendo legni aromatici, resine e altre sostanze impastate e lasciate maturare. Profumare le vesti e gli ambienti era un segno di eleganza e di gusto, e il profumo di una persona poteva rivelarne l'identità.
Il Genji monogatari, il grande romanzo di corte di Murasaki Shikibu, contiene un capitolo in cui i personaggi preparano miscele d'incenso e le mettono a confronto in una sorta di gara, giudicandone le qualità come si giudicherebbe una poesia.
La nascita del kōdō
La via dell'incenso come disciplina codificata prese forma nel periodo Muromachi, soprattutto nell'ambiente culturale legato allo shōgun Ashikaga Yoshimasa, nel XV secolo. In questo contesto si formarono le due scuole principali, ancora oggi attive:
| Scuola | Origine tradizionale | Carattere |
|---|---|---|
| Oie-ryū | Legata al nobile di corte Sanjōnishi Sanetaka | Attenzione alla dimensione letteraria e aristocratica |
| Shino-ryū | Legata a Shino Sōshin | Attenzione alla disciplina e alla forma rituale |
Il legno di agar e le sue classificazioni
Nel kōdō il materiale principale non è una miscela, ma piccoli frammenti di legno di agar, scaldati delicatamente su una lamina di mica posta sopra la brace coperta di cenere. In questo modo il legno non brucia, ma libera lentamente il suo profumo.
La tradizione classifica i legni secondo il sistema chiamato rikkoku gomi, «sei paesi e cinque sapori». I «sei paesi» sono sei categorie di legno, tra cui il pregiatissimo kyara; i «cinque sapori» sono dolce, acido, piccante, salato e amaro, usati per descrivere le sfumature del profumo con il vocabolario del gusto.
I giochi d'incenso
Una parte importante del kōdō è costituita dai kumikō, giochi in cui i partecipanti devono riconoscere e distinguere diversi incensi. Il più famoso è il genji-kō. Si preparano cinque tipi di incenso, ciascuno in cinque pacchetti; se ne estraggono cinque a caso e si fanno circolare uno dopo l'altro. I partecipanti devono indicare quali sono uguali e quali diversi.
Le combinazioni possibili sono cinquantadue, e ciascuna viene rappresentata da un piccolo diagramma di linee verticali e orizzontali, associato al titolo di un capitolo del Genji monogatari. Questi diagrammi, chiamati genji-mon, sono diventati motivi decorativi diffusi su tessuti, ceramiche e lacche.
Il Ranjatai
Nel tesoro dello Shōsōin, a Nara, si conserva un celebre pezzo di legno di agar chiamato Ranjatai. Il suo nome è scritto con caratteri che nascondono quelli del tempio Tōdai-ji, al quale il tesoro appartiene. Secondo la tradizione, alcuni potenti ne fecero tagliare piccoli frammenti, tra cui lo shōgun Ashikaga Yoshimasa e il signore della guerra Oda Nobunaga: ottenere un pezzo del Ranjatai era un segno di prestigio supremo.
Lo spirito del kōdō
Che cosa significa «ascoltare» un profumo? Significa accoglierlo con tutta l'attenzione, come si ascolta una musica o una poesia, senza fretta e senza giudizio immediato. Nel kōdō l'incenso diventa occasione di raccoglimento, di sensibilità affinata, di rapporto con la letteratura e con le stagioni.
Per chi studia le tradizioni del profumo sacro, il kōdō offre una lezione preziosa: il valore di un aroma non sta solo nel suo uso rituale, ma anche nella qualità della presenza con cui lo si riceve.
In sintesi
- Il kōdō è la via giapponese dell'incenso, una delle tre arti tradizionali della raffinatezza.
- Il Nihon shoki racconta l'arrivo di un legno profumato sull'isola di Awaji.
- La corte Heian sviluppò le miscele takimono, celebrate nel Genji monogatari.
- Le scuole Oie-ryū e Shino-ryū nacquero nel periodo Muromachi.
- Il genji-kō e il legno Ranjatai sono tra gli elementi più noti di questa tradizione.