L'espressione «morire in odore di santità» è entrata nel linguaggio comune per indicare una persona che lascia il mondo con fama di grande virtù. Ma all'origine di questo modo di dire c'è un'idea precisa, che attraversa la storia del cristianesimo: la santità ha un profumo. Nelle vite dei santi, nei racconti dei martiri e nel culto delle reliquie il profumo è stato a lungo considerato un segno visibile, o meglio percepibile, della presenza divina in una persona.
Le radici bibliche
L'immagine ha radici nella Scrittura. San Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi, scrive che i cristiani sono per Dio «il buon profumo di Cristo», e che attraverso di loro si diffonde ovunque il profumo della sua conoscenza. Nella lettera agli Efesini descrive il sacrificio di Cristo come offerta di soave odore.
Già nell'Antico Testamento i sacrifici graditi a Dio sono detti di «odore soave». Il profumo diventa così una metafora della vita offerta: ciò che è donato interamente sale verso Dio come un aroma gradito.
Il martirio di Policarpo
Uno dei racconti più antichi in cui compare il profumo della santità è il Martirio di Policarpo, vescovo di Smirne, morto nel II secolo. Il testo, scritto dalla sua comunità, racconta che quando il vescovo fu posto sul rogo il fuoco formò intorno a lui una sorta di volta, simile alla vela di una nave gonfiata dal vento, e che dal suo corpo non usciva l'odore della carne bruciata, ma un profumo come quello dell'incenso o di altri aromi preziosi.
Questo racconto è importante perché fissa uno schema che tornerà spesso: il corpo del martire, anziché subire la corruzione, emana una fragranza che rivela la sua unione con Cristo.
Il profumo nelle vite dei santi
Nel corso dei secoli le agiografie hanno raccontato innumerevoli casi simili. Il profumo può comparire in momenti diversi:
- durante la vita, come segno della presenza di grazia in una persona;
- al momento della morte, quando la stanza del santo si riempie di una fragranza inspiegabile;
- nella tomba, quando all'apertura di un sepolcro si avverte un profumo invece dell'odore della decomposizione;
- nelle reliquie, che continuano a emanare un aroma o a stillare un liquido profumato.
Al contrario, nella stessa letteratura, i demoni e il male sono spesso associati al fetore. Il profumo e il cattivo odore diventano così un codice morale e spirituale.
I santi miroblìti
Nella tradizione orientale esiste una categoria particolare di santi: i miroblìti, cioè «coloro che stillano mirra». Si tratta di santi dalle cui reliquie, secondo la tradizione, fuoriesce un liquido profumato, chiamato myron.
Il più celebre è san Demetrio di Tessalonica, martire venerato come patrono della città, dal cui sepolcro si diceva uscisse un unguento profumato raccolto dai pellegrini. Il titolo di «miroblìta» è diventato parte del suo nome nella tradizione bizantina.
La manna di san Nicola
In Occidente il caso più noto è quello di san Nicola, vescovo di Myra, le cui reliquie furono portate a Bari nel 1087. Dalla tomba, nella cripta della basilica a lui dedicata, viene raccolto un liquido chiamato tradizionalmente «manna di san Nicola». Ogni anno, nei giorni della festa della traslazione a maggio, il liquido viene prelevato con un rito solenne e distribuito ai fedeli in piccole ampolle.
Il significato simbolico
Che cosa esprime l'idea dell'odore di santità? Possiamo indicare alcuni significati:
| Elemento | Significato |
|---|---|
| Profumo del corpo | La trasformazione interiore che si manifesta all'esterno |
| Assenza di corruzione | Vittoria sulla morte, anticipo della risurrezione |
| Liquido che stilla | La grazia che continua a donarsi anche dopo la morte |
| Fetore del male | La corruzione spirituale come degrado |
Il profumo è invisibile, ma reale; si diffonde senza essere trattenuto; raggiunge chi è vicino senza che questi debba fare nulla. Per la tradizione cristiana è un'immagine perfetta della santità, che non si impone ma si diffonde, e trasforma l'ambiente in cui si trova.
In sintesi
- L'espressione «odore di santità» nasce dall'idea che la santità abbia un profumo.
- San Paolo chiama i cristiani «il buon profumo di Cristo».
- Il Martirio di Policarpo racconta un profumo d'incenso uscito dal rogo del vescovo.
- I santi miroblìti, come Demetrio di Tessalonica, sono quelli dalle cui reliquie stilla un liquido profumato.
- La manna di san Nicola a Bari è l'esempio più noto in Occidente.