♨ Incensi e profumi

Il nardo e l'unzione di Betania: il profumo nei Vangeli

Il nardo, profumo prezioso venuto dall'Himalaya: il Cantico dei Cantici, l'unzione di Betania nei Vangeli di Marco e Giovanni e il suo simbolismo.

Tra i profumi citati nella Bibbia, il nardo occupa un posto particolare. Non è legato al culto del Tempio, come l'incenso, né alla consacrazione dei re, come l'olio dell'unzione. Compare invece in due contesti intimi e intensi: la poesia d'amore del Cantico dei Cantici e il gesto di una donna che, pochi giorni prima della Passione, versa un profumo preziosissimo su Gesù. Il nardo è il profumo del dono senza misura.

Una pianta delle alte montagne

Il nardo degli antichi è generalmente identificato con la Nardostachys jatamansi, una pianta della famiglia delle valerianacee che cresce sulle pendici dell'Himalaya. Dalle sue radici e dai rizomi si ricavava una sostanza aromatica che veniva mescolata a oli per ottenere unguenti.

La provenienza remota rendeva il nardo estremamente costoso nel Mediterraneo. Arrivava attraverso lunghe vie commerciali dall'India, e i Romani lo consideravano uno dei profumi più raffinati. Plinio il Vecchio gli dedica una sezione della Storia naturale, descrivendolo tra le sostanze aromatiche di maggior pregio.

Il nardo nel Cantico dei Cantici

Nel Cantico dei Cantici il nardo appare come profumo dell'amata. «Mentre il re è nel suo recinto, il mio nardo spande il suo profumo», dice la sposa. Più avanti l'amato descrive la donna come un giardino chiuso in cui crescono nardo e zafferano, cannella e cinnamomo, mirra e aloe.

In questa poesia il profumo è il linguaggio del desiderio e della presenza. Il nardo non viene offerto a un altare, ma si diffonde spontaneamente quando l'amato si avvicina. La tradizione mistica ebraica e cristiana ha letto questi versi come allegoria dell'amore tra Dio e il suo popolo, o tra Cristo e l'anima.

L'unzione di Betania

Il racconto più celebre in cui compare il nardo si trova nei Vangeli. Le versioni principali sono due:

  1. Marco (capitolo 14): a Betania, nella casa di Simone il lebbroso, una donna entra con un vaso di alabastro pieno di nardo puro, di grande valore. Rompe il vaso e versa il profumo sul capo di Gesù. Alcuni presenti protestano, dicendo che si sarebbe potuto venderlo per più di trecento denari e darne il ricavato ai poveri.
  2. Giovanni (capitolo 12): la scena si svolge nella casa di Lazzaro, e la donna è Maria, sua sorella. Prende una libbra di nardo puro e prezioso, unge i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli. Il Vangelo aggiunge che tutta la casa si riempì del profumo. A protestare è Giuda.

Il Vangelo di Luca narra un episodio simile ma distinto, ambientato nella casa di un fariseo, in cui una donna peccatrice unge i piedi di Gesù con un unguento profumato.

Le parole di Gesù

In entrambe le versioni principali Gesù difende la donna. Nel Vangelo di Marco afferma che lei ha compiuto in anticipo l'unzione del suo corpo per la sepoltura, e aggiunge che dovunque sarà annunciato il Vangelo si racconterà anche ciò che ha fatto, in suo ricordo.

Questo collegamento è decisivo per il simbolismo del nardo: il profumo dell'amore diventa anche il profumo della morte imminente. Ciò che nel Cantico era festa nuziale, a Betania si unisce al presagio della Passione.

Il «nardo pistico»

Il testo greco dei Vangeli definisce il nardo con l'aggettivo pistikos, la cui interpretazione è discussa. Molti lo intendono come «genuino», «puro», cioè non adulterato; altri vi hanno visto riferimenti a nomi di luogo o di piante. Nella tradizione latina e italiana si è conservata l'espressione «nardo pistico», rimasta nel linguaggio devoto.

Il vaso infranto: una lettura simbolica

Il dettaglio del vaso di alabastro rotto, presente in Marco, ha attirato l'attenzione di molti commentatori. Rompere il vaso significa rinunciare a conservare anche solo una parte del profumo. È un gesto irreversibile, totale.

Elemento del racconto Significato simbolico
Nardo prezioso Ciò che si ha di più caro
Vaso infranto Dono senza riserve
Casa piena di profumo L'amore che si diffonde oltre chi lo riceve
Unzione per la sepoltura Unione di amore e morte

Un'identificazione tradizionale

Papa Gregorio Magno, alla fine del VI secolo, identificò in una sua omelia la peccatrice di Luca, Maria di Betania e Maria Maddalena come una sola persona. Questa lettura ha influenzato per secoli l'arte occidentale, in cui la Maddalena viene spesso raffigurata con un vaso di unguento. Le Chiese orientali, invece, hanno mantenuto distinte queste figure.

In sintesi

  • Il nardo biblico è identificato con una pianta himalayana, molto costosa nel mondo antico.
  • Nel Cantico dei Cantici è il profumo dell'amore e della presenza dell'amato.
  • Nei Vangeli una donna unge Gesù a Betania con nardo puro, suscitando proteste per lo spreco.
  • Gesù collega il gesto alla propria sepoltura, unendo amore e morte nel simbolo del profumo.
  • Gregorio Magno identificò la donna con Maria Maddalena, influenzando l'iconografia occidentale.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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