♨ Incensi e profumi

Oro, incenso e mirra: il significato dei doni dei Magi

I doni dei Magi nel Vangelo di Matteo: perché oro, incenso e mirra, come li hanno letti Ireneo e Origene, i Magi divenuti re e le reliquie di Colonia.

Pochi versetti della Bibbia hanno avuto un'eco così vasta nell'arte e nella devozione come quello in cui il Vangelo di Matteo descrive i Magi che, entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono, aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Due di questi tre doni sono sostanze aromatiche, e tutti e tre sono diventati simboli.

Che cosa dice il testo

Il racconto si trova nel secondo capitolo di Matteo ed è sorprendentemente sobrio. I Magi vengono «da oriente», seguono una stella, si fermano a Gerusalemme presso il re Erode e poi giungono a Betlemme. Il testo non dice quanti fossero, non li chiama re e non ne riporta i nomi.

Il numero tre si è affermato nella tradizione proprio a partire dai doni: tre offerte hanno suggerito tre offerenti. Il termine magoi indicava nel mondo antico i sacerdoti e sapienti persiani, e più in generale esperti di astri e di sapienza nascosta.

Perché proprio questi doni

Oro, olibano e mirra erano tra le merci più preziose del mondo antico, e due di esse provenivano dall'Arabia meridionale. Già nella Scrittura ebraica si trovano testi che ne preparano l'immagine:

  • il profeta Isaia annuncia che da Saba verranno portando oro e incenso;
  • il Salmo 72 descrive re di terre lontane, tra cui Saba, che portano doni e tributi al re giusto.

Questi passi spiegano perché la tradizione cristiana abbia presto trasformato i Magi in re: leggendo insieme Matteo, Isaia e il Salmo, gli interpreti vi hanno visto il compimento delle profezie.

La lettura dei Padri

Fin dai primi secoli gli autori cristiani hanno interpretato i tre doni come una dichiarazione sulla natura di Gesù. Ireneo di Lione, nel II secolo, e Origene, nel III, propongono una lettura destinata a diventare classica:

Dono Significato
Oro Omaggio al re
Incenso Adorazione di Dio
Mirra Riconoscimento dell'uomo mortale, destinato alla sepoltura

L'incenso, dunque, è il dono riservato alla divinità, perché nel mondo antico era bruciato davanti agli dei. La mirra, usata nella preparazione dei morti, anticipa la Passione, e infatti ritorna nel racconto della sepoltura nel Vangelo di Giovanni.

Altri autori hanno proposto letture morali: l'oro come sapienza o carità, l'incenso come preghiera, la mirra come mortificazione e dominio di sé. Queste interpretazioni non si escludono, ma si stratificano.

Dai Magi ai Re Magi

Con il passare dei secoli i Magi ricevettero nomi, età e provenienze. Nei mosaici della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, del VI secolo, i tre personaggi compaiono con i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, vestiti con abiti orientali e berretti frigi. Più tardi la tradizione li collegò alle tre età della vita e ai tre continenti allora conosciuti.

Le reliquie di Colonia

Le presunte reliquie dei Magi ebbero una storia movimentata. Conservate a Milano, nel 1164 vennero trasferite a Colonia dall'arcivescovo Rainaldo di Dassel, cancelliere di Federico Barbarossa, dopo la conquista della città lombarda. A Colonia furono custodite in un grande reliquiario d'oro, il Reliquiario dei Re Magi, e divennero una delle mete di pellegrinaggio più importanti d'Europa. La cattedrale gotica della città fu costruita anche per accoglierle degnamente.

Il senso simbolico per chi cerca

Per chi si avvicina ai simboli della tradizione, il racconto dei Magi offre una figura potente: quella del cercatore che legge i segni del cielo, si mette in viaggio, attraversa terre straniere e alla fine offre ciò che ha di più prezioso. In questa prospettiva i tre doni possono rappresentare tre dimensioni della persona che si offrono insieme:

  1. l'oro, ciò che possediamo e il valore che riconosciamo;
  2. l'incenso, l'aspirazione verso l'alto e la preghiera;
  3. la mirra, l'accettazione del limite e della trasformazione.

Bruciare insieme olibano e mirra nel giorno dell'Epifania, come si fa in alcune tradizioni domestiche, può diventare un modo per ricordare questo racconto e meditarne il significato.

In sintesi

  • Il Vangelo di Matteo parla di Magi venuti da oriente, senza dirne il numero né chiamarli re.
  • Il numero tre deriva dai tre doni: oro, incenso e mirra.
  • Ireneo e Origene li lessero come omaggio al re, adorazione di Dio e annuncio della morte.
  • Isaia e il Salmo 72 hanno contribuito a trasformare i Magi in re venuti da terre lontane.
  • Le presunte reliquie, portate da Milano a Colonia nel 1164, divennero meta di pellegrinaggio.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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