♨ Incensi e profumi

L'olio dell'unzione sacra: dall'Esodo al santo crisma

L'olio dell'unzione sacra nella Bibbia e nella liturgia: la ricetta dell'Esodo, l'unzione di re e sacerdoti, il nome Messia e il crisma con balsamo.

L'incenso profuma lo spazio; l'olio profumato, invece, si posa sulle persone e sugli oggetti, e vi resta. Per questo, nella tradizione biblica e poi cristiana, l'unzione con un olio aromatico è diventata il gesto per eccellenza della consacrazione. Re, sacerdoti, altari, chiese: tutto ciò che deve essere separato e dedicato al sacro riceve il segno dell'olio. Seguiamo la storia di questo profumo particolare, che ha dato il nome stesso al Messia.

La ricetta dell'Esodo

Subito prima della ricetta dell'incenso, il capitolo 30 dell'Esodo descrive la composizione dell'olio dell'unzione sacra. Gli ingredienti sono:

Ingrediente Quantità indicata
Mirra pura 500 sicli
Cinnamomo aromatico 250 sicli
Canna aromatica 250 sicli
Cassia 500 sicli
Olio d'oliva un hin

Con questo olio Mosè doveva ungere la tenda del convegno, l'arca, la tavola, il candelabro, gli altari e tutti gli arredi, e infine Aronne e i suoi figli, per consacrarli al sacerdozio. Come per l'incenso, il testo vieta di riprodurre la stessa composizione per uso comune o di versarla sul corpo di un uomo qualunque.

Ungere significa scegliere

Nel mondo biblico l'unzione segna una scelta divina. Il profeta Samuele unge Saul come primo re d'Israele e poi, in segreto, il giovane Davide, scelto tra i figli di Iesse. Salomone viene unto dal sacerdote Sadoc al momento della successione. In tutti questi casi l'olio versato sul capo indica che il potere non è un possesso personale, ma un compito ricevuto dall'alto.

Da questo gesto deriva un termine destinato a una storia immensa. L'ebraico mashiaḥ significa «unto», e la sua traduzione greca è christos. Quando i cristiani chiamano Gesù «Cristo» lo proclamano dunque l'Unto per eccellenza, il re e sacerdote atteso.

Il crisma cristiano

La Chiesa antica ha ereditato e trasformato l'uso dell'olio sacro. Nella tradizione latina il santo crisma è composto di olio d'oliva e balsamo, una sostanza aromatica che gli conferisce il profumo caratteristico. Viene consacrato dal vescovo durante la Messa crismale, celebrata tradizionalmente il Giovedì Santo, insieme agli altri oli santi.

Il crisma viene usato in alcuni dei momenti più importanti della vita cristiana:

  • nel battesimo, con l'unzione sul capo;
  • nella confermazione o cresima, il cui nome stesso richiama il crisma;
  • nell'ordinazione dei sacerdoti e dei vescovi;
  • nella dedicazione delle chiese e degli altari.

Nelle Chiese ortodosse il corrispondente è il myron, preparato con un gran numero di sostanze aromatiche e consacrato solennemente, a intervalli di anni, dai patriarchi. Il suo nome, come abbiamo visto in un altro articolo, è legato alla mirra.

L'unzione dei sovrani

Nel Medioevo l'unzione biblica dei re fu ripresa nelle cerimonie di consacrazione dei monarchi cristiani. In Francia si sviluppò la leggenda della Santa Ampolla: secondo un racconto diffuso dall'arcivescovo Incmaro di Reims nel IX secolo, una colomba avrebbe portato dal cielo l'ampolla con l'olio per il battesimo di Clodoveo, e quell'olio sarebbe servito poi per la consacrazione dei re a Reims.

In Inghilterra l'unzione è rimasta il momento più sacro dell'incoronazione, tanto da essere tradizionalmente sottratta alla vista del pubblico. Per l'incoronazione del 2023 l'olio fu consacrato a Gerusalemme, nella basilica del Santo Sepolcro, con un gesto che richiamava in modo esplicito le radici bibliche del rito.

Il simbolismo dell'olio profumato

Perché proprio l'olio, e perché profumato? Si possono indicare alcune ragioni simboliche:

  1. Penetrazione: l'olio non resta in superficie, ma impregna. È un'immagine della grazia o dello spirito che entra nella persona.
  2. Permanenza: il profumo dell'olio dura nel tempo, come la consacrazione che non si cancella.
  3. Luce: l'olio d'oliva era il combustibile delle lampade. Ungere qualcuno significa simbolicamente farne una lampada.
  4. Riconoscibilità: chi è unto porta con sé un profumo che lo distingue, un segno invisibile ma percepibile.

Una prospettiva ermetica

Nella tradizione esoterica l'unzione è stata letta anche come immagine del lavoro interiore: la materia viene resa adatta a ricevere lo spirito, così come l'olio prepara il corpo a un nuovo stato. È un'interpretazione simbolica, che non sostituisce il significato religioso del rito ma lo accompagna, mostrando quanto profondamente il gesto dell'unzione sia radicato nell'immaginario dell'Occidente.

In sintesi

  • L'Esodo descrive un olio dell'unzione composto di mirra, cinnamomo, canna aromatica, cassia e olio d'oliva.
  • L'unzione consacrava sacerdoti, re e arredi sacri, ed era vietata per uso comune.
  • Mashiaḥ e christos significano entrambi «unto».
  • Il crisma latino unisce olio d'oliva e balsamo; nell'Ortodossia si chiama myron.
  • L'olio profumato simboleggia penetrazione, permanenza, luce e consacrazione.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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