In India il sandalo non è solo un profumo: è un materiale sacro che accompagna la vita religiosa dalla nascita alla morte. Lo si macina in pasta per segnare la fronte, lo si offre alle immagini divine, lo si brucia nei bastoncini d'incenso, se ne intagliano statue e oggetti di devozione. Pochi legni al mondo hanno un rapporto così stretto con il sacro.
Il legno e la sua origine
Il sandalo indiano proviene dall'albero Santalum album, diffuso soprattutto nell'India meridionale. La parte profumata è il durame, il cuore del legno, insieme alle radici. Il profumo si sviluppa lentamente con la crescita dell'albero, e per questo il sandalo di qualità richiede molti anni.
La regione di Mysore, nell'attuale Karnataka, è stata per secoli associata alla produzione di sandalo pregiato, tanto che il suo nome è diventato quasi sinonimo di questo legno nel commercio.
La pasta di sandalo
Il modo più tradizionale di usare il sandalo è macinarlo. Si strofina un pezzo di legno su una pietra piatta bagnata con un po' d'acqua, ottenendo una pasta chiara e profumata, chiamata chandan in hindi. Questa pasta ha molti usi rituali:
- Offerta alle immagini divine: la pasta viene applicata sulle statue o sui simboli delle divinità.
- Segni sulla fronte: i devoti tracciano con essa segni chiamati tilaka.
- Decorazione degli oggetti di culto: lampade, recipienti e altari possono essere segnati con la pasta.
Nella pūjā, il culto domestico e templare dell'induismo, l'offerta di sostanza profumata, chiamata gandha, è uno dei gesti fondamentali, e il sandalo ne è la forma più classica.
I segni sulla fronte
I segni tracciati sulla fronte indicano spesso l'appartenenza a una tradizione devozionale. I devoti di Vishnu tracciano segni verticali, che possono essere fatti con argilla o con pasta di sandalo; i devoti di Shiva tracciano tre linee orizzontali, di solito con la cenere sacra. Il sandalo, chiaro e profumato, viene spesso associato a una qualità di freschezza e di serenità.
Il segno sulla fronte ha anche un significato simbolico più generale: indica il punto tra le sopracciglia, considerato in molte scuole yogiche un centro di attenzione interiore, e ricorda al devoto la presenza del divino nella propria vita quotidiana.
Il sandalo nella tradizione jaina
Anche nel giainismo il sandalo occupa un posto importante. Il culto delle immagini dei Tirthankara, i maestri liberati, può comprendere un'offerta in otto parti, l'aṣṭaprakārī pūjā, che include acqua, pasta di sandalo, fiori, incenso, lampada, riso, dolci e frutti. L'applicazione della pasta di sandalo sulle immagini, in punti precisi del corpo, è uno dei momenti centrali di questo rito.
Il sandalo nella poesia
La poesia indiana classica ha fatto del sandalo un simbolo ricorrente. Due immagini sono particolarmente note:
- Il monte Malaya: nella tradizione letteraria i boschi di sandalo crescono su questa catena montuosa del sud, e la brezza che ne discende, carica di profumo, è un motivo convenzionale della poesia d'amore e della primavera.
- I serpenti attorcigliati: un altro motivo poetico racconta che i serpenti si avvolgono ai tronchi di sandalo senza che il legno perda il suo profumo. L'immagine è stata letta come simbolo della persona virtuosa che resta integra anche circondata dal male.
Un detto diffuso in India afferma che il sandalo profuma perfino la scure che lo abbatte. È una delle immagini più belle della generosità: chi è buono resta tale anche verso chi lo ferisce.
Immagini intagliate nel sandalo
Il legno di sandalo, compatto e profumato, è stato a lungo usato anche per intagliare statue, scatole e oggetti di devozione. La tradizione buddhista conserva una leggenda celebre: il re Udayana, addolorato per l'assenza del Buddha, salito in cielo a predicare alla madre, avrebbe fatto scolpire un'immagine del maestro in legno di sandalo. Questa statua leggendaria è stata considerata in Asia orientale il modello di molte immagini successive, e il racconto lega il sandalo al tema della presenza che continua anche quando il maestro è lontano.
Il sandalo e l'ultimo passaggio
Nei riti funebri hindu il corpo viene tradizionalmente cremato su una pira di legna. Le famiglie che possono permetterselo aggiungono legno di sandalo alla pira, per onorare il defunto e accompagnarlo con un profumo considerato puro. Anche qui il sandalo segna un passaggio: come era stato offerto agli dei, viene offerto a chi lascia il mondo.
In sintesi
- Il sandalo indiano proviene dal Santalum album, soprattutto dell'India meridionale.
- La pasta chandan si ottiene strofinando il legno su una pietra con acqua.
- Si usa per offrire profumo alle divinità e per tracciare i segni tilaka sulla fronte.
- Nel giainismo è parte dell'offerta in otto parti alle immagini dei Tirthankara.
- La poesia ne ha fatto un simbolo di integrità e generosità.