In Occidente l'oro è stato a lungo il simbolo per eccellenza del valore. In Cina, per millenni, quel ruolo è spettato alla giada. Il carattere che la indica, yu, compare in parole legate alla bellezza, alla purezza e alla nobiltà, e un antico proverbio afferma che l'oro ha un prezzo, mentre la giada non ha prezzo. Capire la giada significa entrare nel cuore della sensibilità cinese verso la natura, il potere e la virtù.
Che cosa si intende per giada
Con il nome «giada» si indicano in realtà due minerali diversi: la nefrite e la giadeite. Nella Cina antica si lavorava quasi esclusivamente la nefrite, una pietra estremamente tenace, difficile da spezzare, che non si incide con facilità ma si consuma lentamente con abrasivi come la sabbia. La giadeite, proveniente soprattutto dalla Birmania, divenne popolare in Cina molto più tardi, in epoca moderna.
La lavorazione della nefrite richiedeva pazienza: non si «scolpiva», si levigava per lunghissimo tempo. Questa qualità tecnica ha influenzato profondamente il simbolo. La giada diventa l'immagine di ciò che si forma attraverso un lavoro costante, come il carattere umano che si affina con la disciplina.
I dischi bi e i tubi cong
Già nel Neolitico, nella cultura di Liangzhu, nella regione del basso Yangzi, compaiono due forme di giada destinate a una lunga storia:
- il bi, un disco piatto con un foro al centro;
- il cong, un tubo a sezione quadrata all'esterno e circolare all'interno.
Il loro significato originario non è documentato da testi coevi, ma la tradizione successiva li ha interpretati come immagini del cosmo. Il disco rotondo è stato associato al cielo, il cong, quadrato fuori e rotondo dentro, alla terra, secondo la concezione cinese di un cielo circolare che sovrasta una terra quadrata. Nei Riti di Zhou, un testo rituale più tardo, il bi e il cong compaiono tra le giade usate per rendere omaggio al cielo e alla terra.
La giada e la virtù del gentiluomo
Con Confucio e la sua scuola la giada entra nel linguaggio morale. Nel Libro dei riti si racconta che Confucio, interrogato sul perché il gentiluomo apprezzasse la giada più di altre pietre, rispose paragonando le sue qualità alle virtù: la sua lucentezza è come la benevolenza, la sua compattezza come la saggezza, i suoi spigoli che non feriscono come la giustizia, il suono limpido che emette quando la si percuote come la musica.
Più tardi il dizionario Shuowen jiezi elencò cinque virtù della giada, collegando ancora una volta le proprietà fisiche della pietra alle qualità morali:
| Qualità della pietra | Virtù corrispondente |
|---|---|
| lucentezza calda e morbida | benevolenza |
| trasparenza che lascia vedere l'interno | rettitudine |
| suono chiaro che si propaga | saggezza |
| resistenza, si spezza ma non si piega | coraggio |
| spigoli netti che non feriscono | purezza |
Il gentiluomo confuciano portava pendenti di giada alla cintura, e si diceva che il loro tintinnio regolasse il passo: chi camminava in modo scomposto faceva suonare le pietre in modo disordinato. La giada diventava così uno strumento di autocontrollo, un promemoria sonoro della misura.
Giada e immortalità
Nella Cina antica la giada era legata anche al desiderio di preservare il corpo e l'anima oltre la morte. Le sepolture dei principi della dinastia Han hanno restituito le celebri vesti di giada, composte da migliaia di piccole placche cucite con fili d'oro, d'argento o di rame secondo il rango del defunto. Le più famose sono quelle del principe Liu Sheng e della consorte Dou Wan, scoperte a Mancheng. Si credeva che la giada potesse proteggere il corpo dalla corruzione, ma gli scavi hanno mostrato che i corpi, all'interno, si erano comunque dissolti.
Anche amuleti di giada a forma di cicala venivano posti nella bocca del defunto. La cicala, che vive sottoterra prima di emergere e trasformarsi, era immagine della rinascita.
Un simbolo che dura
Nel corso dei secoli la giada ha accompagnato ogni aspetto della cultura cinese: sigilli imperiali, oggetti per lo studio del letterato, gioielli nuziali, statuette taoiste e buddhiste. L'espressione «meglio essere una giada infranta che una tegola intera» indica la scelta di perire con dignità piuttosto che vivere senza onore.
Il messaggio più profondo della giada, in chiave simbolica, riguarda la formazione di sé. Non è una pietra che abbaglia: la sua luce è calda e contenuta, come quella di una persona che non ha bisogno di mostrarsi. Il suo valore emerge con il tempo, attraverso una levigatura paziente.
In sintesi
- Nella Cina antica si lavorava la nefrite, pietra tenacissima levigata con lunga pazienza.
- Il disco bi e il tubo cong, presenti già nella cultura di Liangzhu, sono stati letti come immagini del cielo e della terra.
- Confucio e la tradizione successiva paragonarono le qualità della giada alle virtù del gentiluomo.
- Le vesti di giada degli Han esprimono il desiderio di preservare il corpo oltre la morte.