Chi entra in una chiesa durante una celebrazione solenne riconosce subito un profumo particolare: è l'incenso, che sale dal turibolo agitato ritmicamente dal ministrante. Per molti è un odore legato all'infanzia, alle feste, ai funerali. Dietro questo gesto c'è però una lunga storia, e un ricco linguaggio simbolico che vale la pena conoscere.
Un'eredità complessa
I primi cristiani guardavano all'incenso con una certa diffidenza. Nel mondo romano bruciare incenso davanti alla statua dell'imperatore o degli dei era un gesto di adesione alla religione pubblica, e molti martiri morirono proprio per essersi rifiutati di compierlo. Solo dopo la fine delle persecuzioni, a partire dal IV secolo, l'uso dell'incenso entrò progressivamente nella liturgia cristiana, prima nelle processioni e negli onori resi ai vescovi, poi nel cuore delle celebrazioni.
Questa diffusione fu favorita da un'ampia base biblica: l'incenso del Tempio, il Salmo 141 e soprattutto le visioni dell'Apocalisse.
Le radici bibliche
Due immagini bibliche hanno dato all'incenso cristiano il suo significato principale:
- Il Salmo 141: «La mia preghiera stia davanti a te come incenso, le mie mani alzate come sacrificio della sera». Il fumo che sale diventa figura della preghiera.
- L'Apocalisse: nel capitolo 5 i ventiquattro anziani tengono coppe d'oro piene di profumi, «che sono le preghiere dei santi»; nel capitolo 8 un angelo con un turibolo d'oro offre molto incenso sull'altare davanti al trono, e il fumo sale davanti a Dio insieme alle preghiere.
La liturgia terrena viene così pensata come riflesso di quella celeste: l'incenso unisce la preghiera della comunità a quella degli angeli e dei santi.
Gli strumenti
Il rito dell'incensazione richiede alcuni oggetti precisi:
| Oggetto | Funzione |
|---|---|
| Turibolo | Recipiente metallico appeso a catenelle, contiene i carboni accesi |
| Navicella | Piccolo contenitore a forma di nave per i grani d'incenso |
| Cucchiaino | Serve per prelevare l'incenso dalla navicella e porlo sul carbone |
Il ministrante che porta il turibolo si chiama turiferario, dal latino tus, incenso, e ferre, portare. Spesso è accompagnato da un altro ministrante che regge la navicella. Nei riti orientali il turibolo porta talvolta campanelli lungo le catene, spesso dodici, che la tradizione collega agli apostoli.
Quando si usa l'incenso
Nella liturgia di rito romano l'incenso è facoltativo, ma tradizionalmente si usa nelle celebrazioni solenni in alcuni momenti precisi:
- all'inizio, per incensare l'altare e la croce;
- prima della proclamazione del Vangelo, per onorare il libro;
- all'offertorio, sulle offerte, sull'altare, sul celebrante e sui fedeli;
- all'elevazione, quando il pane e il vino consacrati vengono mostrati;
- nelle esequie, intorno al feretro.
L'incensazione dei fedeli e del defunto ha un significato preciso: la persona è vista come tempio, luogo in cui abita il sacro, e per questo riceve lo stesso onore riservato all'altare.
Nella liturgia bizantina dei Vespri il Salmo 141 viene cantato mentre il sacerdote incensa la chiesa, rendendo visibile il legame tra le parole e il gesto.
Il Botafumeiro di Santiago
L'esempio più spettacolare di turibolo si trova nella cattedrale di Santiago de Compostela, meta del grande pellegrinaggio medievale. Il Botafumeiro è un enorme incensiere metallico sospeso a una corda che scende dall'alto della crociera. Durante alcune celebrazioni un gruppo di uomini, chiamati tiraboleiros, lo mette in movimento tirando la corda, finché il turibolo oscilla con ampie traiettorie da un lato all'altro del transetto, lasciando una scia di fumo e profumo.
Per i pellegrini che arrivavano dopo settimane di cammino, questo spettacolo segnava la conclusione del viaggio in un'atmosfera di festa e di solennità.
Il simbolismo dell'incensazione
Riassumendo, l'incensazione cristiana condensa diversi significati:
- Preghiera: il fumo che sale è la preghiera che raggiunge Dio.
- Onore: si incensano ciò che rappresenta Cristo e le persone come templi dello Spirito.
- Sacrificio: la resina si consuma completamente, come un'offerta.
- Comunione: la liturgia terrena si unisce a quella celeste descritta nell'Apocalisse.
In sintesi
- I primi cristiani evitavano l'incenso per il suo legame con il culto imperiale; l'uso si diffuse dal IV secolo.
- Il Salmo 141 e l'Apocalisse ne hanno fissato il significato di preghiera che sale.
- Turibolo, navicella e cucchiaino sono gli strumenti del rito; chi porta il turibolo è il turiferario.
- Si incensano altare, Vangelo, offerte, celebranti, fedeli e defunti.
- Il Botafumeiro di Santiago è il più celebre turibolo monumentale d'Europa.