Nella tradizione magica del Rinascimento il profumo non era solo un ornamento del rito, ma uno strumento per mettere in relazione l'uomo con le forze del cosmo. Il testo che più di ogni altro ha codificato questa idea è il De occulta philosophia di Enrico Cornelio Agrippa di Nettesheim, pubblicato nella sua forma completa nel 1533. In alcuni capitoli del primo libro Agrippa tratta dei suffumigi, cioè delle sostanze da bruciare, e delle loro corrispondenze con i pianeti.
Agrippa e la magia naturale
Agrippa, nato a Colonia nel 1486, fu una figura inquieta: studioso, medico, soldato, consigliere di corte, viaggiatore instancabile. Il suo De occulta philosophia è diviso in tre libri, dedicati rispettivamente al mondo naturale, a quello celeste e matematico e a quello intellettuale e divino.
Il primo libro tratta della magia naturale: l'idea che ogni cosa del mondo inferiore possieda virtù derivate dalle stelle e dai pianeti, e che conoscendo queste corrispondenze si possano comprendere i legami nascosti dell'universo. I suffumigi rientrano in questa visione.
Che cosa sono i suffumigi
Il termine latino suffumigium indica il fumo prodotto bruciando una sostanza al di sotto di qualcosa, o comunque per impregnare un ambiente. Agrippa, riprendendo autori antichi e medievali, sostiene che i fumi agiscono sull'aria e sugli spiriti, e che per questo ogni operazione deve essere accompagnata dal suffumigio appropriato.
Nella sua visione l'aria, impregnata di vapori, diventa un veicolo che mette in comunicazione le qualità dei corpi con quelle dei cieli. Il profumo, essendo una sostanza sottile, si colloca a metà tra il materiale e lo spirituale.
La tavola semplice delle corrispondenze
In un capitolo dedicato ai fumi appropriati ai pianeti, Agrippa propone, accanto a composizioni più complesse, uno schema semplice in cui ogni pianeta governa un tipo di sostanza odorosa:
| Pianeta | Tipo di sostanza | Esempi indicati |
|---|---|---|
| Saturno | Radici odorose | Radici aromatiche, incenso |
| Giove | Frutti odorosi | Noce moscata, chiodi di garofano |
| Marte | Legni odorosi | Sandalo, cipresso, legno d'aloe |
| Sole | Gomme e resine | Incenso, mastice, storace, ladano |
| Venere | Fiori | Rose, viole, zafferano |
| Mercurio | Scorze di legni e frutti | Cannella, cassia, scorza di cedro |
| Luna | Foglie | Mirto, alloro |
La logica di questa tavola è elegante. Le parti della pianta vengono distribuite tra i pianeti secondo la loro natura: le radici, nascoste nella terra, al lento e profondo Saturno; i fiori, belli e attraenti, a Venere; le foglie, che si rinnovano e mutano, alla Luna, pianeta del cambiamento; le resine, preziose e luminose, al Sole.
Le composizioni complesse
Agrippa riporta anche miscele più elaborate per ciascun pianeta, che includono numerosi ingredienti vegetali e talvolta sostanze di origine animale, secondo l'uso dei testi magici medievali da cui attinge. Per il Sole, per esempio, cita tra gli altri zafferano, legno d'aloe, chiodi di garofano, mirra e incenso.
Queste ricette vanno lette come documenti storici del pensiero magico rinascimentale. Mostrano un modo di vedere il mondo in cui tutto è collegato da simpatie e antipatie, e in cui l'uomo, conoscendo questi legami, può orientare la propria opera.
Le fonti di Agrippa
Agrippa non inventava dal nulla. Le sue tavole raccolgono materiali provenienti da molte tradizioni:
- la cosmologia e l'astrologia antiche, che attribuivano ai pianeti qualità specifiche;
- la tradizione araba tradotta in latino, in particolare il Picatrix, che contiene numerose indicazioni di suffumigi;
- la filosofia neoplatonica rinascimentale, soprattutto di Marsilio Ficino, che aveva scritto sull'uso di profumi, colori e musiche per armonizzarsi con i pianeti.
L'eredità
Le corrispondenze di Agrippa ebbero un'enorme influenza sulla tradizione esoterica successiva. Le tavole di profumi planetari che si trovano nei manuali di magia cerimoniale dell'Ottocento e del Novecento derivano in gran parte da questo schema, talvolta semplificato, talvolta modificato.
Per chi studia la tradizione, il valore di questi capitoli non sta nel promettere effetti, ma nel mostrare una visione del cosmo come un insieme ordinato, in cui anche un profumo ha un posto preciso. Il lavoro interiore consiste nel comprendere questo ordine e nel riconoscerne le tracce in se stessi.
In sintesi
- Agrippa tratta dei suffumigi nel primo libro del De occulta philosophia, completo nel 1533.
- I suffumigi rientrano nella sua visione di una magia naturale fondata sulle corrispondenze.
- Una tavola semplice assegna radici a Saturno, frutti a Giove, legni a Marte, resine al Sole, fiori a Venere, scorze a Mercurio, foglie alla Luna.
- Le fonti includono l'astrologia antica, il Picatrix e Ficino.
- Le sue corrispondenze sono alla base di molte tavole planetarie della magia moderna.