♨ Incensi e profumi

Il copale in Mesoamerica: l'incenso dei Maya e degli Aztechi

Il copale, resina sacra della Mesoamerica: il pom dei Maya e il copalli degli Aztechi, il Popol Vuh, le offerte nel Cenote Sacro e i riti di oggi.

Quando gli Spagnoli arrivarono in Messico e in America centrale, trovarono templi in cui si bruciava una resina profumata in quantità straordinarie. Era il copale, l'incenso sacro della Mesoamerica. Per i popoli di questa vasta area culturale, dai Maya agli Aztechi, il copale era un'offerta indispensabile, un nutrimento per gli dei e un ponte tra il mondo umano e quello divino. Il suo uso non si è mai interrotto e continua ancora oggi.

Il nome e la resina

La parola «copale» deriva dal nahuatl copalli, la lingua degli Aztechi. I Maya la chiamavano pom. Con questi termini si indicano resine prodotte da diversi alberi tropicali, in particolare dei generi Bursera e Protium. La resina si raccoglie incidendo la corteccia, e può presentarsi in forme diverse: chiara e quasi trasparente, giallastra, oppure più scura.

Ciò che distingue il copale dalle resine del Vecchio Mondo non è tanto la sostanza quanto il contesto: un universo religioso completamente diverso, sviluppatosi in modo indipendente, che ha attribuito al fumo profumato significati sorprendentemente simili a quelli di altre culture.

Il copale nel Popol Vuh

Il Popol Vuh, il grande testo sacro dei Maya K'iche' del Guatemala, contiene una scena di forte valore simbolico. I primi antenati dei K'iche', creati dagli dei, vivono a lungo nell'oscurità, in attesa dell'alba. Quando finalmente il sole sorge per la prima volta, essi bruciano il loro incenso rivolti verso oriente, in segno di gioia e di offerta.

Il copale accompagna dunque il momento fondativo del mondo ordinato: la prima alba. Il fumo che sale nel cielo appena illuminato è il primo gesto rituale dell'umanità.

Nutrimento degli dei

Nella visione mesoamericana gli dei avevano bisogno di essere nutriti dagli uomini. Le offerte comprendevano cibo, fiori, oggetti preziosi e, in alcuni contesti, sangue. Il copale era una delle offerte più comuni: il suo fumo era considerato una forma di nutrimento sottile, adatto a esseri divini.

Per questo il copale compare in quasi tutti i contesti rituali:

  1. nelle cerimonie dei templi, bruciato in grandi bracieri;
  2. nelle processioni, portato in incensieri dal lungo manico;
  3. nelle offerte sepolte, deposto insieme ad altri oggetti preziosi;
  4. nei riti domestici e agricoli, legati ai cicli della pioggia e del mais.

Il Cenote Sacro di Chichén Itzá

Una delle testimonianze archeologiche più impressionanti dell'uso del copale viene dal Cenote Sacro di Chichén Itzá, nello Yucatán: un grande pozzo naturale, considerato un luogo di comunicazione con il mondo divino e con gli dei della pioggia. Dalle sue acque sono stati recuperati, a partire dall'inizio del Novecento, numerosi oggetti offerti nel corso dei secoli, tra cui giade, ceramiche, oggetti d'oro e palle di copale, alcune delle quali contenevano altri oggetti o erano dipinte.

Il fatto che il copale venisse gettato nell'acqua, e non solo bruciato, mostra che la resina era in sé un'offerta preziosa, indipendentemente dal fumo.

Gli incensieri aztechi

Nei rilievi e nei codici aztechi compaiono spesso sacerdoti che reggono incensieri a forma di mestolo, con un lungo manico spesso decorato. Il recipiente conteneva braci su cui si gettava il copale. Gli scavi del Templo Mayor di Tenochtitlan, nel cuore dell'attuale Città del Messico, hanno restituito numerose offerte in cui compare anche il copale, a volte modellato in forme particolari.

Elemento Significato tradizionale
Fumo che sale Comunicazione con gli dei del cielo
Copale nell'acqua Offerta agli dei della pioggia e del mondo sotterraneo
Copale all'alba Saluto al sole, rinnovamento del mondo
Copale nelle sepolture Accompagnamento dei defunti

Il copale oggi

Dopo la conquista spagnola il copale non scomparve. Al contrario, entrò a far parte di forme religiose miste, in cui elementi cristiani e tradizioni indigene si intrecciano. Sui gradini della chiesa di Santo Tomás a Chichicastenango, in Guatemala, i fedeli maya bruciano ancora copale prima di entrare.

In Messico il copale profuma gli altari domestici allestiti per il Giorno dei Morti, la festa in cui si accolgono le anime dei defunti con fiori, cibo, candele e immagini. Il fumo della resina, secondo la tradizione, aiuta a guidare le anime verso le offerte preparate per loro.

In sintesi

  • Il copale è la resina sacra della Mesoamerica, chiamata copalli dagli Aztechi e pom dai Maya.
  • Nel Popol Vuh i primi antenati bruciano incenso alla prima alba del mondo.
  • Era considerato nutrimento sottile per gli dei e compariva in quasi tutti i riti.
  • Il Cenote Sacro di Chichén Itzá ha restituito numerose offerte, tra cui palle di copale.
  • Ancora oggi si brucia nelle comunità maya e sugli altari del Giorno dei Morti.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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