◐ Colori e simboli

Ermellino e vaio: le pellicce araldiche e il loro simbolismo

Ermellino, vaio e varianti: come nascono le pellicce araldiche, come si riconoscono su uno scudo e quale simbolismo di purezza e rango le accompagna.

Accanto ai metalli e ai colori, l'araldica conosce una terza famiglia di smalti, spesso trascurata da chi si avvicina per la prima volta agli stemmi: le pellicce. Non sono colori in senso stretto, ma disegni stilizzati che riproducono le pelli pregiate con cui, nel Medioevo, si foderavano mantelli e scudi. Proprio per questa origine materiale portano con sé un simbolismo legato al rango, al lusso e alla purezza.

L'ermellino

L'ermellino araldico si presenta come un campo d'argento cosparso di piccole moschette nere, figure stilizzate che ricordano la punta della coda dell'animale. In inverno l'ermellino, un piccolo mustelide, assume un mantello candido mentre la punta della coda resta nera: i pellicciai cucivano insieme molte pelli e vi applicavano le code scure, ottenendo il motivo a macchie che l'araldica ha poi codificato.

Le varianti principali sono:

  • Ermellino: argento con moschette nere;
  • Controermellino: nero con moschette d'argento;
  • Ermellinato: combinazioni con altri smalti, come oro con moschette nere, secondo le tradizioni nazionali.

Un simbolo di purezza

Nei bestiari e nella letteratura morale medievale circolava la credenza che l'ermellino preferisse morire piuttosto che sporcare il proprio manto. Da qui il suo valore di emblema della purezza e dell'integrità, che lo rese caro a sovrani e dignitari. Il motto «Malo mori quam foedari», «meglio morire che essere macchiato», fu legato all'ermellino in più contesti cavallereschi.

Anche la pittura ne raccolse il senso. Il ritratto di Leonardo da Vinci noto come la «Dama con l'ermellino» è stato letto da molti studiosi alla luce di questo simbolismo, oltre che come allusione a un personaggio della corte milanese.

Ermellino e sovranità

Le fodere d'ermellino comparvero nei mantelli regali e nelle vesti di cerimonia, al punto che il mantello foderato d'ermellino divenne quasi un attributo della regalità. Il ducato di Bretagna adottò come proprio stemma un campo interamente d'ermellino, uno dei casi più noti di scudo costituito da una sola pelliccia.

Il vaio

Il vaio è la seconda grande pelliccia araldica. Riproduce le pelli di uno scoiattolo dal dorso grigio-azzurro e dal ventre bianco: cucite alternando le due parti, formavano un motivo di campanelle o pezze ondulate. Nel blasone il vaio si rappresenta di norma con pezze d'argento e d'azzurro alternate, disposte in file.

Le varianti sono numerose:

  • Vaio semplice, con le pezze in file regolari;
  • Contravaio, con le pezze dello stesso smalto affrontate per la base;
  • Vaio in palo, con le pezze dello stesso smalto allineate verticalmente;
  • Vaiato, quando il motivo usa smalti diversi da argento e azzurro.

Il numero delle file distingueva in alcune tradizioni il «grande vaio» dal «minuto vaio», ma la terminologia varia da paese a paese.

Il vaio e la favola

Si discute da tempo se la scarpetta di Cenerentola, nella tradizione francese, fosse in origine di vair, cioè di pelliccia, e non di verre, cioè di vetro, data la somiglianza di pronuncia. È un'ipotesi suggestiva e molto citata, ma non dimostrata: la versione di Perrault parla di vetro, e la scelta di un materiale impossibile si adatta bene al registro della fiaba.

Come si comportano con la regola delle tinte

Le pellicce occupano una posizione particolare. Poiché contengono già un metallo e un colore, possono generalmente accompagnarsi sia ai metalli sia ai colori senza violare la regola che vieta di sovrapporre metallo a metallo e colore a colore. Questo le rende smalti versatili, spesso usati per i campi o per le fodere di elementi esterni come i mantelli araldici.

Il significato simbolico delle pellicce

Lette in chiave tradizionale, le pellicce raccontano qualcosa che i colori puri non dicono:

  1. La materia trasformata: sono il ricordo di un oggetto reale, una veste, reso segno astratto.
  2. La protezione: la pelliccia avvolge e ripara, ed è naturale che sia associata al manto del sovrano o del giudice.
  3. L'unione dei contrari: ogni pelliccia combina chiaro e scuro, come se mostrasse che la dignità nasce dall'equilibrio tra opposti.
  4. La purezza custodita: nel caso dell'ermellino, il bianco è il valore centrale e il nero è solo il segno che ne delimita i confini.

Per chi coltiva la via simbolica, l'ermellino può diventare un'immagine meditativa: un candore che non nega l'ombra, ma la tiene ai margini, come piccole macchie che rendono visibile la luce del campo.

In sintesi

  • Le pellicce sono la terza famiglia di smalti araldici, accanto a metalli e colori.
  • L'ermellino è argento con moschette nere e simboleggia purezza e sovranità.
  • Il vaio riproduce pelli di scoiattolo con pezze alternate d'argento e d'azzurro.
  • Le pellicce, contenendo metallo e colore, si accostano liberamente agli altri smalti.
  • L'ipotesi della scarpetta di vaio di Cenerentola è suggestiva ma non provata.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche