Il bianco e il nero, presi singolarmente, hanno una storia simbolica ricchissima. Ma quando vengono accostati, alternati in un motivo regolare, nasce un significato nuovo, che nessuno dei due possiede da solo. La scacchiera, il pavimento a quadri, l'abito bicolore diventano immagini della dualità: il mondo come gioco di opposti che si alternano senza annullarsi.
La scacchiera
Gli scacchi sono nati in Asia e sono arrivati in Europa attraverso il mondo islamico nel corso del Medioevo. Nelle versioni più antiche la scacchiera non era necessariamente bicolore. L'uso di caselle alternate chiare e scure si diffuse in Europa nel corso dei secoli medievali e divenne la norma.
Il gioco si prestò presto a letture allegoriche. Nel Medioevo circolavano trattati morali che usavano gli scacchi come immagine della società: ogni pezzo corrispondeva a un ceto, con i suoi doveri. La scacchiera stessa poteva rappresentare il mondo, con l'alternanza di giorno e notte, bene e male, vita e morte. Un celebre detto attribuito alla tradizione medievale ricordava che, finita la partita, re e pedoni tornano nella stessa scatola.
Il pavimento a scacchi
Il motivo a quadri bianchi e neri compare spesso nei pavimenti di chiese, palazzi e case nobiliari, soprattutto a partire dal Rinascimento. Oltre al valore decorativo, si presta a una lettura simbolica: chi cammina su di esso attraversa a ogni passo il chiaro e lo scuro, come nella vita.
Nella simbologia della massoneria speculativa il pavimento a scacchi, detto «pavimento a mosaico», occupa un posto di rilievo nell'arredo della loggia. Viene interpretato come immagine della dualità del mondo manifesto: luce e tenebra, bene e male, spirito e materia. Il cammino iniziatico si svolge su questo terreno alternato, e il suo scopo non è eliminare uno dei due poli, ma imparare a muoversi con equilibrio.
L'abito domenicano
L'Ordine dei Predicatori, fondato da san Domenico all'inizio del XIII secolo, adottò un abito bianco con una cappa nera. Il bianco veniva associato alla purezza della vita e della dottrina, il nero alla penitenza e all'umiltà.
Una nota tradizione popolare giocò sul nome dei frati: Domini canes, «cani del Signore», cioè guardiani della fede. L'iconografia riprese l'immagine di cani bianchi e neri con una fiaccola in bocca, legata al racconto della madre di Domenico che, secondo la leggenda, avrebbe sognato prima della sua nascita un cane con una torcia accesa. I colori dell'abito diventarono così il manto stesso dei custodi.
Il bianco e il nero nelle tradizioni orientali
Anche in altre tradizioni la coppia bianco-nero esprime la complementarità degli opposti. Il simbolo del taijitu, il cerchio diviso in due metà bianca e nera ciascuna con un punto del colore opposto, è diventato in tutto il mondo l'immagine del rapporto tra yin e yang. Il punto contrario al centro di ciascuna metà ricorda che nessun opposto è assoluto: ognuno contiene il seme dell'altro.
Gli animali pezzati nel folklore
Nel folklore europeo gli animali bianchi e neri sono spesso figure ambigue. La gazza, con il suo piumaggio nero e bianco, è al centro di molte credenze: in alcune regioni annuncia notizie, in altre viene salutata per allontanare la sfortuna. La sua natura doppia la colloca a metà tra il mondo umano e quello misterioso, tra il presagio buono e quello cattivo.
Una lettura simbolica
| Immagine | Significato della coppia bianco-nero |
|---|---|
| Scacchiera | il mondo come gioco di opposti |
| Pavimento a mosaico | cammino nella dualità |
| Abito domenicano | purezza e penitenza unite |
| Taijitu | complementarità, seme dell'opposto |
| Gazza | ambiguità del presagio |
La lezione che queste immagini trasmettono è sottile. Il bianco e il nero accostati non si mescolano in un grigio indistinto: restano netti, riconoscibili, ma convivono in un ordine. La dualità non è una guerra da vincere eliminando un contrario, ma un ritmo da comprendere. Nella vita interiore questo significa accettare l'alternanza di luce e ombra, di slancio e sosta, senza pretendere che uno dei due scompaia.
Chi osserva un pavimento a scacchi può ricordare che ogni passo poggia ora sul chiaro, ora sullo scuro, e che proprio questa alternanza permette di procedere.
In sintesi
- Il bianco e il nero accostati diventano simbolo della dualità e della complementarità.
- La scacchiera fu letta nel Medioevo come allegoria della società e del mondo.
- Il pavimento a mosaico della loggia rappresenta il cammino nella dualità.
- L'abito domenicano unisce il bianco della purezza al nero della penitenza.
- Il taijitu mostra che ogni opposto contiene il seme dell'altro.