Il giallo è il colore più vicino alla luce. È il colore del sole a mezzogiorno, del grano maturo, della fiamma. Eppure, nella storia dei simboli, pochi colori hanno avuto un destino tanto contraddittorio. In alcune culture il giallo era riservato all'imperatore; in altre fu usato per segnare gli esclusi. Seguire le sue vicende significa scoprire come uno stesso colore possa caricarsi di valori opposti.
Il giallo e l'oro
Il primo problema del giallo è la sua vicinanza all'oro. In araldica, ad esempio, l'oro si rappresenta con il giallo: i due sono considerati lo stesso smalto. Nell'arte sacra, invece, l'oro vero, in foglia, aveva un valore che nessun pigmento giallo poteva eguagliare.
Questa vicinanza ha creato una divisione simbolica: tutto ciò che di positivo apparteneva alla luce e alla regalità tendeva a essere attribuito all'oro, mentre al giallo restavano spesso i significati più ambigui. Il giallo diventava, in un certo senso, un oro decaduto.
Il giallo imperiale
In Cina, al contrario, il giallo ebbe un prestigio altissimo. Nella dottrina delle cinque fasi era associato al centro e alla terra, e dunque alla posizione di chi governa il mondo dal suo centro. Sotto le ultime dinastie, e in modo particolare sotto i Qing, alcune tonalità di giallo brillante erano riservate all'imperatore e alla sua famiglia. I tetti dei palazzi imperiali della Città Proibita sono coperti di tegole gialle.
Il giallo, qui, è il colore della sovranità cosmica: il centro da cui si irradia l'ordine.
Lo zafferano dei rinuncianti
In India e nel mondo buddhista le vesti dei monaci e dei rinuncianti hanno tonalità che vanno dallo zafferano all'ocra. Questi colori erano in origine ottenuti con tinture vegetali semplici e venivano associati all'abbandono delle vanità del mondo. Lo zafferano, nella tradizione indiana, richiama anche il fuoco: il fuoco che purifica e consuma ciò che è superfluo.
Così il giallo-arancio diventa paradossalmente il colore della povertà scelta, che però risplende come la luce.
Il giallo infamante in Occidente
Nell'Europa medievale e della prima età moderna il giallo acquistò connotazioni negative. Gli storici del colore hanno osservato che, nella pittura tardo-medievale, Giuda viene spesso rappresentato con una veste gialla, quasi a renderlo riconoscibile come traditore. Il giallo diventò il colore della menzogna, dell'invidia e del tradimento.
Questa simbologia si tradusse anche in norme sociali dolorose. In diverse città e in diverse epoche furono imposti segni distintivi gialli a minoranze o a persone considerate marginali. È un esempio di come un significato simbolico possa trasformarsi in strumento di esclusione, e ricordarlo aiuta a guardare i simboli con consapevolezza critica.
Perché il giallo divenne ambiguo
Si possono proporre alcune spiegazioni, che si sommano senza escludersi:
- La concorrenza con l'oro: i valori positivi migrarono verso il metallo prezioso.
- L'instabilità delle tinture: molti gialli vegetali sbiadivano facilmente, e un colore che cambia può apparire infido.
- L'associazione con la malattia: il pallore giallastro della pelle era visto come segno di malessere, e il colore ne assorbiva la sfumatura negativa.
- L'autunno: il giallo delle foglie che cadono è il segno del declino.
Un colore da riscoprire
Nell'età moderna il giallo ha recuperato parte del suo prestigio. Molti pittori lo hanno usato come colore della luce stessa, della vitalità e dell'intensità emotiva. Nella sensibilità contemporanea è spesso associato all'energia e all'ottimismo.
Una lettura simbolica
| Tradizione | Valore del giallo |
|---|---|
| Cina imperiale | centro, sovranità |
| India e buddhismo | rinuncia, fuoco purificatore |
| Europa medievale | tradimento, esclusione |
| Pittura moderna | luce, vitalità |
Il giallo insegna che la luce, quando non è temperata, può diventare abbagliante e inquietante. È il colore più luminoso, ma anche il più esposto: mostra tutto, anche le macchie. Nella riflessione simbolica può diventare l'immagine di una chiarezza che va accolta con umiltà, per non trasformarsi in orgoglio.
In sintesi
- Il giallo è il colore più vicino alla luce, ma ha avuto significati opposti.
- In Cina era il colore del centro e, sotto i Qing, dell'imperatore.
- Lo zafferano delle vesti monastiche esprime rinuncia e fuoco purificatore.
- Nell'Europa medievale divenne colore del tradimento e fu usato per segni infamanti.
- La concorrenza con l'oro spiega in parte la sua ambiguità occidentale.