L'opale è una pietra che sembra contenere un piccolo arcobaleno. Muovendola alla luce, sulla sua superficie lattiginosa o scura compaiono lampi di rosso, verde, azzurro e oro, che si accendono e si spengono a ogni inclinazione. Questo fenomeno, chiamato «gioco di colori», ha reso l'opale una delle gemme più ammirate dell'antichità e, in tempi più recenti, una delle più temute. La sua storia mostra in modo esemplare come la reputazione simbolica di una pietra possa cambiare radicalmente.
Una gemma diversa dalle altre
A differenza della maggior parte delle gemme, l'opale non è un minerale cristallino. È formato da silice amorfa, con una certa quantità d'acqua al suo interno. Il gioco di colori nasce da minuscole sfere di silice disposte in modo regolare, che scompongono la luce come un reticolo. Non è dunque il colore della pietra a produrre lo spettacolo, ma la sua struttura interna, che rivela i colori nascosti nella luce bianca.
Questo dettaglio, scoperto solo in epoca moderna, si presta a una bella lettura simbolica: l'opale non aggiunge nulla alla luce, la mostra per quello che è, rivelando la molteplicità contenuta nell'unità.
L'ammirazione degli antichi
Plinio il Vecchio considerava l'opale una delle gemme più preziose. Lo descrive come una pietra che unisce in sé il fuoco del carbonchio, la porpora dell'ametista e il verde marino dello smeraldo, tutti mescolati in un incredibile accordo. Per un autore antico era come avere tutte le gemme in una sola.
Plinio racconta anche la storia del senatore Nonio, che preferì l'esilio piuttosto che cedere il suo opale a Marco Antonio. La pietra, secondo lo stesso Plinio, era grande come una nocciola e valeva una fortuna enorme. Per i Romani l'opale era un segno di prestigio e quasi una gemma regale.
Il nome stesso deriva probabilmente, attraverso il latino opalus, da un termine sanscrito che significa «pietra preziosa». Sebbene Plinio ne attribuisse l'origine all'India, molti studiosi ritengono che gran parte dell'opale usato nell'antichità e nel Medioevo provenisse da giacimenti dell'Europa centrale, nell'attuale Slovacchia.
La pietra dell'occhio
Nel Medioevo l'opale fu talvolta chiamato ophthalmius, «pietra dell'occhio», e attorno a esso si svilupparono credenze legate alla vista: si diceva, per esempio, che potesse rendere invisibile chi lo portava. Questa credenza gli valse anche una curiosa reputazione di pietra dei ladri. Al di là della leggenda, il nome esprime bene l'impressione suscitata dalla pietra: qualcosa che sembra guardare e che cambia a seconda di come lo si guarda.
Il romanzo che cambiò tutto
Per secoli l'opale godette di buona fama. Il cambiamento avvenne nell'Ottocento, e una parte importante l'ebbe un romanzo. Nel 1829 lo scrittore scozzese Walter Scott pubblicò Anne of Geierstein, in cui compare un personaggio femminile, la baronessa Hermione, che porta tra i capelli un opale misterioso. La pietra riflette il suo stato d'animo, e quando alcune gocce d'acqua santa vi cadono sopra, l'opale perde il suo splendore e la donna si ammala e muore poco dopo, lasciando solo un mucchietto di cenere.
Molti lettori interpretarono il racconto come se l'opale portasse sfortuna. Si diffuse così la superstizione secondo cui l'opale sarebbe una pietra nefasta. Scott, in realtà, non aveva voluto dire questo, ma l'immaginazione popolare fece il resto.
La stessa epoca vide però anche un rilancio dell'opale. La regina Vittoria lo apprezzava e ne donò alle figlie, e la scoperta di grandi giacimenti in Australia, nella seconda metà del secolo, rese disponibili opali di straordinaria bellezza. Oggi l'opale è considerato la gemma nazionale dell'Australia.
Due reputazioni a confronto
| Epoca | Reputazione | Origine |
|---|---|---|
| Roma antica | gemma regale, sintesi di tutte le gemme | descrizione di Plinio |
| Medioevo | pietra dell'occhio, legata alla visione | lapidari e tradizioni popolari |
| Ottocento | pietra nefasta | lettura popolare di un romanzo |
| età moderna | gemma ammirata, simbolo nazionale australiano | nuovi giacimenti |
Che cosa insegna l'opale
La vicenda dell'opale è un buon esempio di come nascono e si trasformano le credenze. Una pietra ammirata per millenni ha potuto diventare, nel giro di pochi decenni, oggetto di timore, a causa di un'interpretazione letteraria. Questo ricorda a chi studia il simbolismo che ogni significato ha una storia, e che è bene conoscerla prima di accettare un'idea come tradizionale.
In chiave simbolica, l'opale rimane soprattutto la pietra della molteplicità e del cambiamento. I suoi colori non sono mai uguali due volte, perché dipendono dalla posizione di chi guarda. È l'immagine di una verità che si mostra in modo diverso a seconda del punto di vista, e di un'identità che non è fissa ma vibrante.
In sintesi
- L'opale è silice amorfa con acqua; il suo gioco di colori nasce dalla struttura interna che scompone la luce.
- Plinio lo considerava una gemma che riunisce i colori di molte altre; il senatore Nonio scelse l'esilio pur di conservarlo.
- La sua fama di pietra nefasta nacque nell'Ottocento da una lettura popolare di un romanzo di Walter Scott.
- Simbolicamente è la pietra della molteplicità, del cambiamento e del punto di vista.